Conservatorio di Napoli occupato

Riporto di seguito la comunicazione relativa all’occupazione del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, su richiesta della Consulta degli Studenti del Conservatorio medesimo, alla quale esprimo tutta la mia solidarietà.

CONSERVATORIO S. P. A MAJELLA NAPOLI
GLI STUDENTI
DEL CONSERVATORIO S.P. A MAJELLA
PROTESTANO

Il governo dimentica gli studenti dell’Alta Formazione Artistica Musicale italiana

In seguito alla legge di riforma L. 508/99, gli studenti conseguono nuovi titoli di studio detti “di primo e di secondo livello accademico” che non sono validi per l’ammissione ai pubblici concorsi. Al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso, i nuovi titoli di studio avranno validità solo quando sarà applicato l’art. 2 comma 5, della suddetta legge, ai sensi del quale il Presidente del Consiglio dei ministri deve, con Decreto, dichiarare le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della L. 508/99 e i titoli di studio universitari.

Gli studenti attendono il Decreto di equipollenza da appena OTTO ANNI!

Le Pubbliche Amministrazioni non riconoscono i titoli accademici di primo e secondo livello come titoli di accesso ai pubblici concorsi.

L’unica equiparazione attuata con il sistema universitario consiste nell’entità delle tasse di iscrizione!… come se i titoli conseguiti avessero lo stesso valore di quelli rilasciati dall’Università.

In più sta per essere avviato il percorso didattico biennale di secondo livello finalizzato alla formazione di docenti nella classe di concorso di educazione musicale e di strumento musicale. Ora se i diplomi di I e II livello non hanno valore che valore possono avere questi corsi abilitanti?

Presidente Prodi, firmi il decreto!
L’ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI
28/11/2007

8 Risposte a “Conservatorio di Napoli occupato”


  1. 1 nunzia de falco, CONSULTA SALERNO Dicembre 11, 2007 alle 2:40 pm

    Un intervento di Andrea Musumeci, della Consulta degli Studenti del Conservatorio di Milano

    4 Dicembre 2007
    Andrea Musumeci @ 11:14 pm:
    Carissimi, come non essere d’accordo con le motivazioni che hanno portato i colleghi del Conservatorio di Napoli ad occupare il loro bellissimo istituto? La bomba era nell’aria da molto tempo purtroppo, probabilmente da quando è nata la riforma, ma chissà quali interessi non hanno voluto trapelasse.L’origine del problema sta nel fatto che le Università non ci hanno mai voluto riconoscere come istituti di pari grado, capaci di fare Alta Formazione.Hanno ostacolato la riforma, si sono impuntati sui nomi delle cariche e degli organi di gestione e infine sull’equipollenza del titolo. Come hanno potuto farlo? Semplice: per ragioni storiche le Università hanno un peso politico maggiore rispetto a noi e le pressioni sul Ministero non si contano. Il dramma è che tutto ciò, questi conflitti fra tipologie di Istituti di Alta Formazione, lo abbiamo subito in pieno sulla nostra pelle e ora ne paghiamo le conseguenze più dure.Cosa rispondere a studenti che hanno frequentato anni in più, sostenuto esami in più, pagato centinaia di euro in più ed ora non si vedono riconosciuto il titolo? Inutile dire che il mio cellulare, come quello degli altri rappresentanti del Conservatorio di Milano, fuma. Spesso non abbiamo il tempo di rispondere nei blog anche perchè spesso ne sappiamo quanto voi e impieghiamo del tempo a capirci qualcosa. Ora vi metto al corrente di ciò che io so in base a come mi sono mosso e di quello che la Consulta comunque sta facendo “nell’ombra”.

    - Dopo aver inviato telematicamente piena solidarietà al Conservatorio di Napoli, dovendo rinunciare alla partecipazione della nostra Consulta alla loro riunione causa ritardo con cui la notizia ci è giunta, ho contattato il nostro rappresentante degli studenti al CNAM (in pratica il Consiglio che gestisce a livello ministeriale la riforma). Ovviamente anche lui è in allarme e con le orecchie tese ad ogni possibile mossa o spiraglio.

    -Da notizia credibile ma non ufficiale pare che Civello (direttore generale comparto AFAM – credo sia questa la sua mansione) si stia muovendo per preparare un decreto di equipollenza da sottoporre poi a Prodi da firmare. La fonte è molto attendibile però conoscendo chi lavora al Ministero, faccio come San Tommaso, finchè non vedo non credo.

    - Sono assolutamente convinto che per quanto condivisibilissime le reazioni di Napoli e Roma, purtroppo ogni Conservatorio vive una sua realtà molto particolare e diversa per cui non sempre è utile o semplicemente fattibile l’occupazione, senza che per questo il Conservatorio “non occupante” possa essere tacciato di vigliaccheria. Personalmente poi credo che una reazione a macchia di leopardo sia meno efficace di una reazione organizzata e congiunta.

    - Di questo ho parlato a lungo con il nostro rappresentante al CNAM col quale abbiamo buttato giù delle idee che sembrano condivise a livello nazionale; queste idee sono: di aspettare fino a Natale che venga o meno firmato il decreto di equipollenza; in caso ciò non avvenga di organizzare, in gennaio, una protesta nazionale congiunta che potrebbe assumere la forma o di presidio (magari musicale, siamo musicisti no?) davanti al Ministero, o di iniziative da svolgere contemporaneamente in tutti i Conservatori italiani. Un sommovimento così globale e organizzato, condito con il coinvolgimento organizzato dei mass media, a mio parere, avrebbe un peso maggiore su chi di dovere.

    - La forma di protesta dell’occupazione non mi pare una buona strada nella nostra realtà perchè davanti all’opinione pubblica non apparirebbe sempre chiaro il fatto che il nostro interlocutore-antagonista è il Ministero e non la nostra istituzione con la quale invece dobbiamo agire in maniera coordinata. Temo che al lettore comune, purtroppo, apparirebbe come “la solita occupazione invernale delle scuole per il riscaldamento e per non fare lezione”, cosa che offenderebbe moltissimo la nobiltà della nostra protesta.

    - Proprio a sottolineare il coinvolgimento di tutta l’istituzione (dimostrato dalle decine di lettere che i docenti mi scrivono, interessati al problema), la consulta (grazie soprattutto agli altri rappresentanti che si stanno occupando del “fronte interno” lasciando a me gli “esteri”) sta organizzando già per la settimana prossima, una assemblea con la partecipazione del direttore e del presidente sul tema. Da questa assemblea, che speriamo sia affollatissima vista l’importanza del problema, potremmo uscire con una lettera per il Ministero firmata da tutte le componenti del nostro Conservatorio, oppure con altre idee che al momento verranno proposte e discusse. Se ancora non so fornirvi una data precisa è perchè dipendiamo un po’ dagli orari di presidente e direttore e questo ponte Ambrogino di mezzo non ci aiuta.

    Detto questo non mi resta che rassicurarvi sul fatto che noi rappresentanti, nonostante il silenzio su blog o mailing list, siamo in pieno all’opera, con le orecchie tese e disponibili per ogni chiarimento o consultazione o altro, i nostri contatti sono appesi in Conservatorio e dovrebbero essere presenti anche sul sito, ad ogni modo la nostra email è studenti@consmilano.it

    - Ringrazio i blog come questo o le mailing list di ogni sorta che comunque ci danno la possibilità di esprimerci e parlare.
    Un abbraccio a tutti e… incrociamo le dita.

    Andrea Musumeci

    RISPONDE
    nunzia de falco, CONSULTA SALERNO @ 11:00 am:
    Gentile Andrea, ho letto il tuo intervento a proposito
    dell’iniziativa presa dai colleghi di Napoli, a cui ho già
    fornito il mio appoggio.
    Condivido in pieno quello che hai scritto e sto organizzando
    anche io un’assemblea di istituto con il Direttore e il
    Presidente. Avevo voglia di vestire la nostra protesta con
    le tinte della musica, che tanto ci appassiona e tanto ci
    tormenta.
    Quando penso al degrado di filantropia in cui si imbatte il
    popolo dei discenti, variegato per età e situazione
    economica ma omogeneo nell’interesse di portare avanti i
    propri studi, mi affliggo.
    Penso a quelli (quanti!!) che non hanno un riconoscimento del loro
    titolo: quelli che hanno investito tempo e soldi per
    ampliare il propro iter culturale; quelli, adulti,
    che si sono impelagati in un intricato excursus,
    sacrificando la loro famiglia e il loro lavoro per ottenere
    un titolo che gli fornisse punti su un curriculum che ha
    sempre bisogno di essere alimentato, a causa di una
    straniante
    precarietà che ci accomuna, quasi tutti.
    La musica, che era il nostro punto di partenza, si sta
    offuscando nei conservatori come nei teatri, a causa di una
    gestione burocratica ed economica latente e troppo spesso
    inadeguata.
    Contribuirò nel mio piccolo alla risoluzione di questa
    pericolante situazione affichè l’iniziativa dei colleghi
    partenopei, che hanno dimostrato, con il loro attivismo, di
    essere inondati del vitalismo della terra napoletana, abbia
    sempre più sostegno.
    Un in bocca al lupo a tutti noi
    Nunzia De Falco, presidente della Consulta di Salerno.
    CONTACT consulta@consalerno.com oppure
    consultastudentisalerno@yahoo.it

  2. 2 conservatorio napoli Dicembre 11, 2007 alle 6:42 pm

    Forse non avete capito che siamo in corsa contro il tempo!!!!
    parlare parlare non porta grandi risultati, anche noi da Napoli abbiamo tentato di muoverci in maniera molto più diplomatica ma senza risultati.
    Intanto abbiamo bloccato gli esami dei corsi abilitanti…
    Forse siamo stati gli unici in tutta Italia!!!!
    I nostri 10 giorni di occupazione hanno smosso i sonni tranquilli degli altri conservatori d’Italia, Hanno attirato i giornali, le televisioni, l’opinione pubblica!
    Abbiamo avuto l’appoggio di grandi musicisti come Roberto De Simone, Bruno Canino; abbiamo avuto un incontro con il sottosegretario Dalla Chiesa e il Dott. Civello….
    Pensate che con semplici assemblee o con tante chiacchiere avremmo ottenuto gli stessi risultati?
    Non credo proprio.

  3. 3 Marco Formisano Dicembre 16, 2007 alle 3:23 am

    Comunico che l’Accademia delle Belle Arti di Napoli è in stato di occupazione dal 12 dicembre.Stiamo programmando una serie di incontri con artisti e proiezioni a tema sul disagio dell’artista contemporaneo.
    Noi stiamo cercando di dare un senso differente alla protesta come riconquista di uno spazio negato che sta perdendo la propria identità.
    Cercheremo di resistere il più possibile.

  4. 4 Marco Formisano Dicembre 16, 2007 alle 3:29 am

    Questo è il documento concordato a livello nazionale che abbiamo inviato al ministro:

    In solidarietà con la mobilitazione nazionale dei Conservatori, in occasione dell’incontro con il Sottosegretario On. Nando Dalla Chiesa presso il Conservatorio di Napoli, ed eluse per l’ennesima volta le nostre richieste già espresse in un documento condiviso dagli studenti e presentato in occasione degli Stati Generali dell’AFAM (Verona febbraio 2007), riteniamo che sia giunta l’ora di mobilitarci insieme per affrontare i problemi che da anni affliggono le nostre Accademie e in generale tutto il comparto AFAM.

    Innanzitutto riteniamo insostenibile che la legge di riforma n° 508/99 sia attuata a“costo zero”.
    In questi anni, aggravati dallo stato di autonomia senza criterio, abbiamo visto lievitare le tasse e i contributi in modo scandaloso in tutto il territorio nazionale.
    Chiediamo un forte investimento sui saperi e la creatività, con un fondo straordinario che ripari ai danni di anni di tassazioni fuori controllo aggravate da una minore qualità dell’offerta formativa.

    Chiediamo una legge sulla rappresentanza che istituisca la consulta nazionale degli studenti dell’AFAM in analogia al C.N.S.U. degli studenti universitari.

    Chiediamo subito una ridiscussione in merito all’applicazione dell’ordinamento
    ( DPR 212/ 2005) In quanto riteniamo che l’applicazione coatta del modulo 3+2, con percorsi di studio così eterogenei nei tempi e nei percorsi dell’AFAM, penalizza la FORMAZIONE, LA RICERCA E LA PRODUZIONE in nome di un’armonizzazione europea giocata a ribasso.

    Chiediamo contestualmente, a partire dal riconoscimento dei titoli di studio rilasciati
    (che non possono che configurarsi quali lauree a tutti gli effetti evitando equivoci ed iniquità delle equipollenze di diplomi senza alcun valore compiuto nel contesto del mercato del lavoro europeo), che si proceda attraverso l’ assunzione di impegno in merito all’equiparazione dei titoli quadriennali al titolo di II livello o di laurea Magistrale
    come avvenuto per le lauree universitarie del nuovo ordinamento (dm. 270 ).

    Per questo invitiamo tutti gli studenti delle Accademie a iniziare percorsi di analisi comune
    e di mobilitazione per ottenere un impegno forte da parte del Ministero su richieste da troppi anni disattese.

    13 dicembre 2007

    I rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Roma Occupata
    I rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Napoli Occupata
    Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Carrara
    Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Firenze
    I rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Palermo
    I rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Reggio Calabria
    I rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Torino
    I rappresentanti dell’Accademia di Belle Arti di Arti di Venezia

    Referenti: Marco Formisano 3291659267 Vincenzo Spagnolo 3402670555

  5. 5 sergio Dicembre 19, 2007 alle 3:50 pm

    Ci uniamo alla vostra protesta.
    Siamo una associazione di Bologna con Scuola di Musica e dodici docenti di strumento,

    qui le condizioni per fare musica e per insegnare sono saltate, non solo i titoli hanno valore irrisorio, anche se hai delle abilitazioni entri nelle graduatorie e lì cominci ad aspettare anni e anni, fai supplenze per anni e anni poi si inventano che hai bisogno di un’altra abilitazione. Paghi, fai il corso entri un un’altra lista e ricominci ad aspettare. Se non si muovono ad attuare la riforma qui salta tutto, o forse è già saltato?
    Lo snodo sono i Licei Musicali, quella è la battaglia da fare.
    In bocca al lupo
    Teneteci aggiornati, vi appoggiamo fortemente, ma attenti alle trappole. Qui c’è bisogno di un tavolo grande e una discussione completa, fanno presto a fare i giochini sottobanco!
    Ass. La musica Interna Bologna

  6. 6 TEK Marzo 4, 2008 alle 2:40 pm

    ACCADEMIA BELLE ARTI,VENTI DI GUERRA
    mercoledì 27 febbraio 2008
    di Emanuela Martino

    “Venti di guerra” all’Accademia di Belle Arti. A sollevare le polemiche la neo – eletta Consulta degli studenti che ha scelto di sposare la causa dei colleghi di Bologna nel denunciare le presunte azioni illecite dell’attuale direttore Alessandro Manganaro. La questione, controversa, necessita di alcuni chiarimenti preliminari. Fino all’emanazione del Decreto del Presidente della Repubblica n.212 del 2005, nelle Accademie, così come nei Conservatori di Musica, ma con percorsi annuali diversi, esistevano dei corsi di studio oggi denominati “vecchio ordinamento” che per le Belle Arti avevano durata quadriennale. I diplomi conseguiti in entrambe le istituzioni hanno valore

    equivalente, ai fini dei titoli e degli sbocchi lavorativi, alle lauree universitarie, secondo quanto stabilito dalla Legge 508 del 1999. Il Dpr n. 212/2005 ha di fatto riorganizzato i percorsi formativi degli enti per l’alta formazione artistico – musicale, stabilendo, in particolare per le Accademie, di ripartire i corsi di studio in un triennio che consente l’acquisizione di un diploma di primo livello e un biennio di secondo livello o specialistico. Nulla di tanto lontano dall’attuale 3+2 in cui sono ripartiti gli attuali corsi universitari. Le modifiche all’ordinamento degli studi non mutano per i diplomati neanche le possibilità di accesso ai corsi di specializzazione per l’insegnamento (Ssis). Nello stesso decreto, all’articolo 12, comma 2, sulle Norme Transitorie si legge che: “Le istituzioni assicurano la conclusione dei corsi e il rilascio dei relativi titoli, secondo gli ordinamenti didattici vigenti, agli studenti già iscritti alla data di entrata in vigore dei nuovi ordinamenti didattici” e “disciplinano altresì la facoltà per gli studenti di optare per l’iscrizione a corsi dei nuovi ordinamenti”. Al fine di facilitare tale opzione le istituzioni sono tenute a riformulare in termini di crediti, gli ordinamenti didattici vigenti e le carriere degli studenti già iscritti. Orbene, secondo la nota stampa a firma della Consulta, sarebbe proprio questa “facoltà di opzione”di iscrizione al vecchio ordinamento a essere stata negata dal direttore Manganaro agli studenti immatricolati negli anni tra il 2005/2007. Il condizionale è d’obbligo se, interpretando alla lettera il comma 2, starebbe alle istituzioni disciplinare tale facoltà di opzione. Una negazione, a detta della Consulta, dei criteri espressi dal Dpr 212/2005, motivata “dalla mancata comunicazione della possibilità d’iscrizione al vecchio ordinamento” che li avrebbe “costretti a scegliere” i piani di studi triennali, differenti dai precedenti per una più rigida articolazione delle materie di studio. Ancora una “facoltà di opzione” che, secondo quanto riportato dal comunicato, lo stesso dirigente del Miur, Bruno Covello, avrebbe garantito, in una nota, agli iscritti dell’accademia di Firenze.

    Per gli studenti, a peggiorare la posizione di Manganaro la mancata esposizione all’albo della scuola, “contravvenendo ai dettami dell’art.22 comma 1 della 241/90 sulla trasparenza degli atti amministrativi” di una nota del Miur ricevuta dal direttore, e di cui lo stesso avrebbe fatto menzione nell’assemblea del 13 dicembre 2007, sulla chiusura dei corsi del vecchio ordinamento. La consulta conclude chiedendo “una forte presenza delle istituzioni competenti, della magistratura, al fine di verificare e perseguire gli eventuali responsabili della grave violazione del Dpr 212/05, per favorire una maggiore trasparenza dell’attività amministrativa e applicazione delle normative vigenti, fondamentali per la crescita culturale, artistica e legale della nostra accademia e del territorio”.

    Per mettersi in contatto con l’Accademia di Reggio Calabria: kla17@tiscali.it

    Fonte: http://www.strill.it/index.php?option=com_content&task=view&id=11926&Itemid=39

  7. 7 Davide Maggio 2, 2008 alle 10:17 am

    UN SITO FATTO PER GLI ARTISTI. DA FAR GIRARE LA VOCE!


  1. 1 Midi Blog » Conservatorio di Napoli occupato Trackback su Dicembre 2, 2007 alle 1:51 pm

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