Vi comunico che nella seduta plenaria del 14 Marzo 2007 il CNAM ha eletto a maggioranza assoluta Giuseppe Furlanis, direttore dell’ISIA di Firenze, a proprio Presidente.
I candidati alla presidenza erano: Roberta Merlino dell’Accademia di Belle Arti di Torino, Francesco Andreatta del Conservatorio di Venezia, Mario Tommasello dell’Accademia di Belle Arti di Sassari, Fernando De Filippi dell’Accademia di Brera, e Furlanis risultato poi eletto.
Furlanis ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti alla seconda delle due votazioni previste dal regolamento. Non si è quindi verificata la necessità di andare al ballottaggio tra i due candidati più votati.
Nella stessa seduta si è giunti anche alla elezione del Vicepresidente, carica che a differenza del Presidente, non è prevista dal D.M. 236, ed ha quindi valore puramente “simbolico”. Il Vicepresidente eletto a maggioranza relativa è stato Giuseppe Gaeta dell’Accademia di Belle Arti di Catania. Tra i candidati vi era oltre a Gaeta, Mario Tommasello (già candidato alla presidenza), e il sottoscritto. La possibilità di poter esprimere come Vicepresidente uno studente, che affiancasse il Presidente nella stesura dell’agenda dei lavori, e tenesse viva l’attezione dell’organismo sulle priorità della categoria studentesca, è stata salutata con favore dai consiglieri, tanto che, dopo due votazioni in cui nessuno dei candidati aveva raggiunto la maggioranza relativa, solo al ballottaggio Gaeta è riuscito ad imporsi (con un solo voto di scarto) su di me.
Avere uno studente alla Vicepresidenza non sarebbe stata una novità. Già nel CNAM provvisorio infatti, Marco Bravaccini, rappresentante studentesco dei Conservatori, ricoprì la carica.
C’è da stigmatizzare l’assenza di esponenti dei Conservatori fra gli eletti, cosa che potrebbe far presagire, se non addirittura temere, uno sbilanciamento dell’organismo verso le istanze delle Accademie piuttosto che del mondo musicale.
Tuttavia, data la natura composita del CNAM, coerente con la trasversalità (la trans-istituzionalità) delle mansioni a cui è preposto, credo che la differenza che conta non sia tra l’avere un Presidente proveniente dai Conservatori piuttosto che dalle Accademie, ma tra l’avere un buon Presidente o un cattivo Presidente.
P. G.
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