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Cosa limita la spendibilità dei titoli di studio rilasciati dai Conservatori?

Pubblicato da paulgaspard su dicembre 3, 2009

È tutt’ora oggetto di animate discussioni quale sia la natura giuridica del titolo di studio rilasciato dalle istituzioni AFAM. Nonostante infatti le istituzioni dell’alta formazione artistica rientrino a pieno titolo nell’ambito delle istituzioni di alta cultura (v. costituzione art. 33), i titoli di studio da esse rilasciati non sono diplomi di laurea, ma diplomi accademici. Dato che la legislazione pone le istituzioni AFAM nella medesima area terziaria della formazione in cui rientrano le Università, la distinzione fra le due tipologie di titolo rilasciato si mantiene sul piano puramente nominale, senza inficiare in alcun modo il peso e il valore legale del titolo medesimo ed anzi sancendo la piena equivalenza tra i diplomi accademici e diplomi di laurea (Legge 508/99 art. 2 comma 5).
Tuttavia sul piano pratico la differente denominazione – unitamente al lungo permanere delle istituzioni nel regime sperimentale – ha causato, da parte di soggetti anche pubblici che non avevano recepito adeguatamente la normativa di riqualificazione del comparto, frequenti quesiti in merito alla validità del titolo sperimentale, tipicamente in sede di emanazione di bandi pubblici e/o in sede di vaglio di domande. Questo ha spinto nel 2007 il MIUR a sollecitare il Ministero per la Funzione Pubblica affinchè a tutti i livelli della pubblica ammistrazione fosse comunicata l’equivalenza – sancita sempre dalla 508 (modificata e intregrata dall’art. 6 della Legge 22 novembre 2002, n. 268) tra diplomi accademici di primo livello sperimentali con i diplomi ottenuti in base all’ordinamento previgente e quindi – indirettamente – con i diplomi di laurea. Si arrivò dunque all’emanazione della famosa circolare UPPA, di cui già ci siamo occupati in passato.
In altri termini, i diplomi accademici di primo e secondo livello sperimentali, rilasciati dalle istituzioni nelle more della messa a ordinamento dei corsi previsti dal D.P.R. 212/05, non sono ancora – stante la dizione “sperimentale” – i diplomi accademici previsti dall 508/99 e soffrono di un difetto più che di riconoscimento de iure, di riconoscibilità de facto.
A limitare la spendibilità del titolo AFAM interviene nondimeno un secondo aspetto che ha a che fare con la mancata emanazione, ad oggi, della normativa che stabilisca le equipollenze orizzontali tra titoli di studio AFAM e titoli di studio universitari. La regolamentazione di questo aspetto è prevista dall’art. 2 comma 5 della Legge 508/99 che esplicitamente demanda ad un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri «adottato su proposta del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, previo parere del Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale (CNAM)» il compito di dichiarare «le equipollenze tra i titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e i titoli di studio universitari al fine esclusivo dell’ammissione ai pubblici concorsi per l’accesso alle qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali ne è prescritto il possesso». La non emanazione del D.P.C.M. pare essere in relazione con gli ormai inqualificabili ritardi di attuazione della Legge di Riforma e più in particolare con il ritardo degli ordinamenti didattici, previsti in attuazione alla 508 dal D.P.R. 212/05, ma solo da poco resi oggetto di una specifica decretazione ministriale (D.M. n. 124 del 30 settembre 2009).
L’attesa che da parte degli studenti si è generata rispetto a questo decreto di equipollenza è forte, e questo dà la dimensione di quanto nella valutazione delle possibilità di occupazione gli studenti prestino fede quasi esclusivamente alle chance offerte dal settore pubblico o comunque ai profili professionali definiti e tutelati dalla legge. Al di là ad un certa tendenza italica – che senza dubbio esiste – ad una concezione assitenziale dello Stato, che porta a intravedere nel settore pubblico l’unica occupazione possibile e indica una scarsa propensione all’inizaitiva personale, non credo che gli studenti ignorerebbero altre possibilità offerte dal mercato del lavoro, se ve ne fossero. Il problema è che tali chance nel momento storico attuale sembrano essere in Italia davvero assai poche anche per i più meritevoli e più bravi (vedasi a tal proposito l’interessante articolo di Pietro Ichino comparso sul Corriere della Sera del 07/11/2009) e quand’anche vi fossero, si tende a ritenere che i diplomi ottenuti in base al previgente ordinamento offrano maggiori garanzie rispetto agli attuali diplomi accademici, fino ad oggi peraltro rilasciati al termine di percorsi formativi sperimentali, sia pur autorizzati dal Ministero. Se a questo aggiungiamo la considerazione che il numero di diplomati sfornati a bizzeffe dagli oltre 70 tra Conservatori e Istituti Musicali Pareggati sarebbe difficilmente assorbito anche da nazioni con un più florido mercato del lavoro, capiamo come la situazione sia piuttosto drammatica.
Stanti tutte queste sfavorevoli condizioni di partenza, cosa possiamo fare? Dal mio punto di vista ci è qualcosa di immediatamente efficace che ciascuno di noi può scegliere di fare in ogni momento ed è investire nello studio e nella preparazione, senza smettere mai di cercare il confronto, anche esternamente al Conservatorio, con le realtà in cui l’eccellenza viene coltivata, senza rifiutare aproristicamente la possibilità di essere imprenditori di noi stessi. Accanto alla legittima e doverosa domanda su come il titolo di studio può dar valore a chi lo possiede, non bisogna a mio avviso mai dimenticare di chiedersi cosa possiamo fare noi per dare valore al nostro titolo di studio.

Paolo Gasparin

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Nasce su Facebook un gruppo ispirato dall’articolo di Pietro Ichino

Pubblicato da paulgaspard su novembre 23, 2009

C’era da aspettarselo: l’articolo a firma di Pietro Ichino apparso sul Corriere della Sera, a cui abbiamo dedicato uno specifico post qualche giorno fa, non ha mancato di scatenare reazioni un po’ ovunque.
È nato addirittura un gruppo su Facebook ispirato dall’articolo che in pochissimo tempo ha raggiunto e superato le 1000 adesioni. Non possiamo che invitare tutti ad aderirvi!

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Convegno sul Diritto allo Studio nei Conservatori – Bari, 30 Novembre e 1 Dicembre 2009.

Pubblicato da paulgaspard su novembre 21, 2009

La normativa sul diritto allo studio già vigente nelle Università è stata estesa al mondo dei Conservatori dalla legge di Riforma 508/99. Nonostante la legge sancisca de iure una piena parità sul versante del Diritto allo Studio tra Conservatori ed Università, de facto la situazione è ben diversa, in quanto l’effettiva applicazione dell normativa all’interno dei Conservatori sta conoscendo notevoli ritardi.
Lodevole pertanto l’iniziativa della Consulta degli Studenti di Bari, che, con il supporto del proprio Conservatorio, della Direzione Generale AFAM e della rappresentanza studentesca dei Conservatori presso il CNAM, organizza questo Convegno sul Diritto allo Studio nei Conservatori di Musica.
Il Convegno avrà luogo presso la Sala Convegni Europa dell’Hotel Villa Romanazzi Carducci nei giorni 30 Novembre e 1 Dicembre 2009.
Il Convegno a cui parteciperanno, tra gli altri, il Direttore Generale MIUR AFAM Dott. Civello, il Segretario Nazionale ANDISU Alberto Scuttari e l’Assessore al Diritto allo Studio della Regione Puglia Gianfranco Viesti, sarà – grazie alla qualità e al numero dei contributi previsti – un’ottima occasione di riflessione e di studio sulla situazione dei Conservatori di Musica e, più estesamente, del comparto AFAM, in relazione al Diritto allo Studio, consentendo inoltre di puntare i riflettori sullo spesso dimenticato mondo dei Conservatori.
Le Consulte degli Studenti dei Conservatori sono naturalmente invitatissime e come vostro rappresentante nazionale non posso che caldeggiare fortemente la partecipazione, anche nella prospettiva di favorire il confronto e il dibattito tra le rappresentanze studentesche in una logica di continuità con i precedenti incontri.
Di seguito potete scaricare:
- Nota ministeriale del 18/11/2009 a firma del Direttore Generale Dott. Civello di pubblicizzazione dell’evento (la nota dovrebbe già essere pervenuta a tutti i Conservatori.
- nota organizzativa e programma a firma del Direttore del Conservatorio di Bari M° Marco Renzi.
- scheda di prenotazione per chi volesse soggiornare presso l’Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci, dove il Convegno si svolge.
- Scheda di partecipazione che va compilata le inviata da tutti coloro che intendono partecipare entro e non oltre le ore 13 di giovedì 26 novembre al seguente indirizzo email: convegnopiccinni@gmail.com N.B. è necessario compilare e inviare la scheda per poter essere accreditati.

Paolo Gasparin

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Ripartono i bienni abilitanti (A77)

Pubblicato da paulgaspard su novembre 13, 2009

Riparte dall’anno accademico 2009-2010 un nuovo ciclo di bienni abilitanti per la classe di concorso A77.
Maggiori informazioni sulle sedi abilitate e il numero di posti disponibili cliccate qui.
La prova scritta per le ammissioni è fissata con decreto dirigenziale dell’11 novembre 2009, visibile sul sito del MIUR sezione AFAM, per il giorno 10 dicembre 2009.

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Il merito negato nel reclutamento dei docenti di Conservatorio

Pubblicato da paulgaspard su novembre 13, 2009

Pubblico di seguito l’ottimo articolo di Pietro Ichino apparso sul Corriere della Sera di domenica 07-11-2009, che riguarda il mondo dei Conservatori e sottolinea in particolare come le nuove generazioni siano state del tutto escluse dai meccanismi di reclutamento dei Conservatori italiani. Come tutti sanno, risale al 1990 l’ultimo concorso pubblico per l’assegnazione di cattedre nei Conservatori. Dopo quella data non vi è più stata nessuna chance per i nuovi diplomati per accedere all’insegnamento nell’ambito dell’alta formazione musicale. Tutti i posti che via via si sono venuti a liberare sono stati assegnati in base all’idoneità conseguita in un concorso svolto ben venti anni fa. E poco importa verificare se quell’«idoneo» dopo vent’anni lo è ancora. Colpisce un’affermazione di Ichino: «fosse nato anche un Mozart gli preferiremmo un “idoneo” della lontana selezione».
Il rinnovamento può scaturire all’attuazione della legge 508/99 ed in particolare dall’entrata in vigore (in forma di D.P.R.) dello «schema di regolamento recante le procedure, i tempi e le modalità per la programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo del sistema dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonché per il reclutamento del personale docente e del personale amministrativo e tecnico» su cui il CNAM espresse parere nell’ormai lontano marzo 2008. Esprimere quel parere fu una fatica immane, per la continua mancanza del numero legale per deliberare. E quando il parere fu finalmente deliberato grazie anche ai consiglieri studenti che compattamente non abbandonarono la seduta, immediatamente dopo arrivarono gli strali delle forze sindacali, nonchè un’anonima ed inquietante richiesta (in forma di comunicato stampa) di dimissioni del Presidente al Vicepresidente e agli studenti del CNAM.
Dopo quasi due anni di quel regolamento si sono perse le tracce: suppongo che ci siano resistenze troppo forti che intralciano l’iter che lo farebbero diventare un provvedimento normativo a tutti gli effetti.

L’ ultimo concorso nel 1990. Quel merito negato nei Conservatori
Fosse anche nato un Mozart, gli preferiremmo sempre un «idoneo» della lontana selezione
Caro Direttore, la chiusura del nostro Paese ai giovani si manifesta soprattutto nel sistema dell’ istruzione superiore, che ora il Parlamento si accinge a riformare. Ne fornisce un esempio drammatico il settore dell’ istruzione musicale, dove la chiusura è più ermetica che altrove: qui l’ ultimo concorso a cattedre è stato bandito venti anni fa, nel 1990; e chi non sia stato dichiarato «idoneo» in quel concorso non ha più avuto l’ opportunità di candidarsi in un Conservatorio italiano. Con il concorso del 1990 le cattedre disponibili furono assegnate per metà ai vincitori, le altre «per sanatoria» a persone che insegnavano già da tempo. In aggiunta, si pensò bene di integrare le liste dei vincitori con lunghe liste di «idonei». Dopo quel concorso, per un intero ventennio, non ne è stato più bandito uno solo in cui i candidati fossero sottoposti a prove di esecuzione o comunque a esame. Tutti i posti che via via sono venuti disponibili sono stati assegnati solo per trasferimento, oppure sulla base di quelle liste di «idonei», sempre più stagionati. Col risultato che, per vent’ anni, un’ intera generazione di musicisti è stata tagliata fuori dall’ insegnamento: fosse anche nato un Mozart, gli sarebbe stato sempre preferito come professore di ruolo un «idoneo» del concorso del 1990, che magari aveva smesso di fare musica da molti anni! Questo è il modo in cui il merito e il talento musicali vengono spietatamente azzerati nel Paese di Rossini, Verdi e Toscanini. Vengono azzerati innanzitutto per la chiusura ermetica delle porte della cittadella dell’ istruzione musicale nei confronti delle nuove generazioni. Ma concorre ad azzerarli anche il modo in cui sono regolati i movimenti all’ interno della cittadella: quando in un Conservatorio si rende disponibile una cattedra per trasferimento, il professore non viene scelto in base alle sue competenze e capacità. Il criterio di scelta obbligato è costituito da una graduatoria nella quale conta soltanto l’ anzianità di servizio, il numero dei figli e l’ eventuale stato di salute o «necessità familiare». Questa essendo la regola applicata, nessun Conservatorio è in grado, non dico di scegliere il candidato migliore, ma neppure di praticare la minima pianificazione didattica e artistica. Non che prima del 1990 le cose andassero meglio: l’ unico concorso precedente nel quale siano state chieste ai candidati prove di esecuzione risale agli anni del dopoguerra. A garantire la chiusura degli accessi hanno concorso per un verso l’ inerzia dei governi, per altro verso l’ interesse degli insider – cioè degli insegnanti che erano in qualche modo riusciti a penetrare nella cittadella fortificata – a difendere dalla pericolosa concorrenza delle nuove generazioni il proprio diritto esclusivo a dividersi i posti che via via venivano disponibili. Di quest’ ultimo interesse, negli ultimi trent’ anni, si è fatto intransigente paladino il sindacato dominante: nel settore non si muove foglia che l’ Unione Artisti Unams (affiliata alla confederazione Gilda) non voglia. Alla questione del reclutamento è strettamente collegata quella del trattamento economico dei docenti. Le retribuzioni pagate dai Conservatori sono assolutamente troppo basse per gli insegnanti che sanno insegnare e lo fanno seriamente; non lo sono per i mediocri; andrebbero tolte del tutto ai troppi che non insegnano affatto. Per questo occorrerebbe che i direttori incominciassero a valutare e distinguere secondo il merito, nel reclutamento come nel trattamento dei docenti; e a rispondere della performance dei rispettivi Istituti, che le tecniche disponibili consentono ormai di misurare con precisione sempre maggiore. Occorrerebbe che un organismo indipendente incominciasse a misurarla sistematicamente (uno dei modi per farlo, ma non il solo, è rilevare i percorsi dei diplomati dopo la fine del ciclo di studi); e che le risorse venissero distribuite secondo i risultati. Occorrerebbe che venissero emanate le nuove norme sul reclutamento e attivati i contratti di insegnamento quinquennali come previsto da una legge sull’ istruzione musicale (n. 508 del 1999), che in dieci anni non ha neppure incominciato a essere attuata. Valutare e distinguere: è questo il solo modo per aumentare le retribuzioni, eliminare le posizioni di rendita indebita, e al tempo stesso riaprire le porte alle nuove generazioni, in questo come in ogni altro settore. Quello dell’ istruzione musicale è soltanto il comparto nel quale chiusura ai giovani e incapacità di valutare e distinguere si sono manifestate in modo più acuto; ma, in maggiore o minore misura, il problema è comune a tutto il nostro sistema scolastico e universitario.

Ichino Pietro

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Concorso SKY «A Vancouver con la tua musica»

Pubblicato da paulgaspard su novembre 9, 2009

Permettemi di andare un po’ off-topic per una volta (ma neanche troppo).
Da qualche tempo campeggia in giro per i conservatori italiani il manifesto di un concorso indetto da SKY riservato agli studenti iscritti nei conservatori italiani volto ad eleggere il jingle che accompagnerà le trasmissioni televisive relative alle olimpiadi invernali del 2010 a Vancouver.
Inizialmente la cosa ha suscitato in me un «…finalmente qualcuno si accorge di noi!», dove «qualcuno» sta per un soggetto importante come può essere l’azienda televisiva SKY e dove «noi» sta per la popolazione studentesca dei Conservatori dimenticata da tutti. L’idea di attingere ai talenti nascosti all’interno dei Conservatori, spesso ignorati o poco valorizzati, per qualcosa di utile al mercato, non può che che metterci di buon umore. L’entusiasmo iniziale si è spento tuttavia non appena ho dato un’occhiata al regolamento del concorso.
Per partecipare è infatti necessario firmare una liberatoria di cessione totale a SKY dei propri diritti d’autore «patrimoniali» relativi al brano presentato (fatti salvi «eventuali» diritti morali, che sono come noto incedibili). Vale a dire che non solo i diritti relativi il brano vincitore (destinatario di un «conferimento» di 3500 €) ma i diritti di tutti i brani in concorso saranno, una volta presentati, a totale disposizione di SKY.
E con tutto questo il partecipante – cito testualmente – «dichiara e garantisce e comunque conviene di non avere a pretendere alcunché a fronte della Cessione e di quant’altro previsto nella Cessione e di ritenersi integralmente soddisfatto/a dalla propria partecipazione al Concorso e dai vantaggi derivanti dalla possibilità di spendere la relativa circostanza nella propria vita di relazione»! Roba da matti! Mi chiedo che vantaggio possa derivare nella mia vita di relazione dal fatto che ho partecipato ad un concorso in cui la cessione della proprietà intellettuale è un requisito d’accesso. Sarebbe come se per partecipare ad un ipotetico premio di auto d’epoca dovessi regalare la macchina al comitato organizzatore. La mia vita di relazione, più che avere un vantaggio, subirebbe un danno visto che tutti mi prenderebbero per «pirla»!

Insomma affari vostri se intendete partecipare, però vi consiglio di leggere bene il regolamento prima di partecipare.
P. G.

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BUON NATALE!!

Pubblicato da paulgaspard su dicembre 25, 2008

merry-christmas-2008

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ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE CONSULTE – CONVOCAZIONE

Pubblicato da paulgaspard su novembre 13, 2008

E’ possibile scaricare al link sottostante la convocazione per l’assemblea

convocazione-assemblea-nazionale-delle-consulte

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ASSEMBLEA NAZIONALE delle CONSULTE dei CONSERVATORI e CONSERVATORI IN CONCERTO – NOVARA 21 e 22 NOVEMBRE

Pubblicato da paulgaspard su novembre 10, 2008

Comunico con piacere che il giorno 22 Novembre 2008 presso l’auditorium del Conservatorio “Cantelli” di Novara si terrà l’assemblea nazionale delle Consulte degli Studenti dei Conservatori e degli Istituti Musicali Pareggiati.

L’assemblea è inserita nell’ambito della “Settimana delle Arti” promossa ed organizzata dal Conservatorio di Novara e si propone di creare, in una logica di continuità con i precedenti incontri, un momento di confronto sulle criticità che attualmente si evidenziano in seno al nostro comparto, al fine di pervenire all’analisi condivisa delle problematiche e al coordinamento delle politiche studentesche.
L’assemblea si chiuderà con l’intervento dei referenti ministeriali ed istituzionali.

A margine di questo, si rende noto che gli studenti presenti saranno coinvolti nell’iniziativa collaterale “Conservatori in Concerto” che si svolgerà la sera di venerdi 21 Novembre e che vedrà unite le rappresentanze studentesche in un evento musicale. Per le modalità di adesione e per ogni altra informazione si prega di contattare la studentessa referente Valentina Corsano all’indirizzo di posta elettronica consultastudenti@conservatorionovara.it

E’ possibile scaricare dal link sottostante il programma delle due giornate.
Programma

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Alla Conferenza dei Direttori

Pubblicato da paulgaspard su ottobre 1, 2008

Alleghiamo di seguito il documento elaborato dagli studenti aderenti alla mailing list nazionale del coordinamento delle consulte, contenente le proposte di modifica e integrazione alla bozza di Regolamento Didattico ora in fase di discussione in seno alla Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica.

Emendamenti a Bozza Reg Didattico

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